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Mission

L’“Ecomuseo dei Laghi Varesini” nasce per valorizzare l’ambiente e la Storia locale del territorio compreso tra il Medio Verbano, il Lago di Varese, il Lago di Comabbio e il Lago di Monate.

Ispirato da due anime, naturalistica ed etnografica, ha come obiettivo fondante la creazione di un “museo del ricordo” per ricostruire e tramandare la cultura materiale e immateriale della vita quotidiana locale del passato.

Le nostre fonti storiche, perciò, sono innanzi tutto gli anziani, anche perché rappresentano le fonti più a rischio;  mediante la loro memoria sarà possibile così ricostruire le tradizioni e le abitudini di vita delle generazioni che ci hanno preceduto.

 

La missione dell’Ecomuseo è quella delineata nella L.R. n. 13 del 12.07.2007 e cioè:

- il coinvolgimento e la partecipazione attiva della popolazione in quanto l’ecomuseo rappresenta l’espressione della cultura di un territorio ed ha come principale riferimento la comunità locale;

- la ricostruzione delle trasformazioni sociali, economiche, culturali e ambientali storicamente vissute dalle comunità locali e dai territori, al fine di accompagnare lo sviluppo sostenibile e condiviso;

- la sensibilizzazione e la promozione allo sviluppo sostenibile delle comunità locali, delle istituzioni, in particolare culturali, scientifiche e scolastiche, delle attività economiche, degli enti ed associazioni locali;

- la conservazione ed il restauro di ambienti di vita tradizionali per tramandare le testimonianze e le trasformazioni della cultura materiale e immateriale e ricostruire l’evoluzione delle abitudini di vita e di lavoro delle popolazioni locali, delle tradizioni religiose, culturali, ricreative e agricole, dell’utilizzo delle risorse naturali, delle tecnologie, delle fonti energetiche e delle materie impiegate nelle attività produttive;

- la valorizzazione dei territori e dei loro patrimoni, di immobili caratteristici e storici, mobili ed attrezzi, strumenti di lavoro e ogni altro oggetto utile alla ricostruzione fedele di ambienti di vita tradizionali, sia interni che esterni, consentendone la salvaguardia e la buona manutenzione, nonchè il rafforzamento delle reti di relazioni locali;

- la ricostruzione di ambienti di vita e di lavoro tradizionali volti alla produzione di beni o servizi da offrire ai visitatori, creando occasioni di impiego e di vendita di prodotti locali, nonchè di didattica, sport e svago in genere;

- la predisposizione di percorsi turistici e culturali volti a ricostituire gli ambienti tradizionali;

- la promozione e il sostegno delle attività di ricerca scientifica e didattico-educative riferite alla storia, all’arte, alle tradizioni locali ed all’ambiente;

- lo studio, la rappresentazione e la tutela dei paesaggi tipici lombardi.

 

Nello specifico l’Ecomuseo si occuperà della:

- valorizzazione delle aree di elevato interesse naturalistico, anche rispetto all’ecologia storica, con particolare riguardo per le zone di protezione speciale e dei siti di importanza comunitaria denominati “Canneti del Lavorascio” in Comune di Ispra, “Palude Bozza”, nei Comuni di Ispra e Brebbia, “Palude Bozza-Monvallina” nei Comuni di Besozzo e Monvalle, nonché per le Riserve Naturali Regionali denominate “Palude Brabbia” nei comuni di Casale Litta, Cazzago Brabbia, Inarzo, Ternate e Varano Borghi e “Lago di Biandronno” nei comuni di Bardello, Biandronno e Bregano, siti di interesse storico-ambientale in quanto archivi bio-stratigrafici per la storia dei paesaggi culturali;

- fruizione delle suddette aree naturalistiche da parte della popolazione, con particolare riguardo per studenti e naturalisti, attraverso percorsi didattico-culturali e stazioni ornitologiche d’osservazione, avvalendosi anche del materiale tassidermico e bibliotecario che sarà messo a disposizione dalla Fondazione;

- raccolta di testimonianze e di materiale riguardante abitudini di vita e di lavoro tipiche delle popolazioni locali, nonché delle loro tradizioni religiose, culturali e ricreative, con particolare riferimento alle seguenti tematiche:

. la pesca professionale, ancora praticata;

. la conservazione del pesce, dismessa;

. il taglio del falasco per l’impagliazione delle sedie e per l’imballaggio delle ceramiche prodotte a Laveno, entrambe dismesse;

. la caccia sui laghi con spingarda, l’aucupio e l’uccellagione, tutte dismesse;
 

. la produzione della farina con i mulini ad acqua e del pane con i forni a legna, entrambe dismesse;

. la produzione della calce nelle fornaci, dismessa;

senza trascurare :

. la vita nelle abitazioni di un tempo, dismessa;

. la coltivazione della terra, dismessa la tradizionale;

. la produzione di latticini, dismessa la tradizionale;

. la coltivazione della vite e la produzione del vino, dismesse;

. la cucina tradizionale, quasi del tutto abbandonata;

. l’allevamento dei bachi da seta, dismesso;

. le credenze popolari, dismesse;

. l’etnofarmacologia, dismessa;

 - Ecomuseo dei Laghi Varesini

- recupero e della conservazione dei dialetti locali;

- divulgazione della cultura locale attraverso seminari, incontri, dibattiti, mostre e quant’altro serve a far conoscere le nostre tradizioni, suddivise secondo le tematiche sopra esposte e con il supporto di materiale didattico-culturale che sarà fornito dalla Fondazione;

- organizzazione di visite guidate alle peculiarità storiche, architettoniche, monumentali, produttive più rappresentative del territorio.

 - Ecomuseo dei Laghi Varesini